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Dal CyberBullo all'autodiagnosi medica

Luca Bernardo spiega come i bulli hanno bisogno di aiuto quanto le vittime. Ma per una mamma e un papà è facile riconoscere i sintomi dell’una e dell’altra situazione? I campanelli d’allarme ci sono in entrambi i casi, ma quando si parla di cyberbullismo può esserci qualche ostacolo in più. Tramite app e social network, infatti, i bulli di oggi si possono nascondere dietro la tastiera del pc e del cellulare, sfogandosi nel commento di una foto o all'interno di una chat.

Capirlo è possibile come spiega il direttore della Casa Pediatrica dell’Ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano, ci sono alcuni comportamenti (soprattutto legati al rendimento scolastico) che devono mettere in allarme i genitori.

https://www.ok-salute.it/bambini/cyberbullismo-come-capisco-che-mio-figlio-e-il-bullo/

Purtroppo in Italia 1 famiglia su 3 ancora non è connessa a Internet. Nel 2017, infatti, la quota di famiglie che accedono a Internet mediante banda larga con una preferenza per la connessione fissa (ADSL, Fibra ottica, ecc.) è salita di pochissimo, fino al 69,5% dal 67,4% del 2016.

Lo rileva l'Istat nel rapporto 'Cittadini, imprese e ict - anno 2017'. Il 65,3% delle persone di 6 anni e piu' si e' connesso alla Rete negli ultimi 12 mesi (63,2% nel 2016), mentre circa il 47,6% accede tutti i giorni. Nell'uso di Internetl'eta' e' ancora il principale fattore discriminante: sono i giovani a utilizzarlo di piu' (oltre il 92% dei 15-24enni) ma la crescita e' significativa anche tra i 55-59enni (da 62,7% a 68,2%). Smartphone e servizi cloud permettono la connessione alla Rete e l'accessibilita' ai file sempre e ovunque: il 44,6% degli utenti di Internet usa gli Smartphone mentre e' fuori casa o lontano dal posto di lavoro; il 32% ricorre ai servizi cloud per salvare documenti o altri file per uso privato.

Nel corso degli ultimi anni si è comunque diffusa sempre più' la possibilità' di essere connessi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. 

Nel 2017, sono circa 15 milioni le persone di 14 anni e piu' che hanno usato il web negli ultimi tre mesi da luoghi diversi da casa o dal posto di lavoro (pari al 45,2% di chi ha usato Internet negli ultimi 3 mesi). Tra gli utenti che dichiarano di accedere a Internet, il 44,6% (42,1% nel 2016) ha usato il cellulare o smartphone per connettersi alla Rete in luoghi diversi da casa o dal posto di lavoro. Pressoché' stabile resta invece l'uso del pc portatile. La quasi totalita' degli internauti che naviga fuori di casa o del posto di lavoro utilizzando un pc portatile fa anche ricorso allo smartphone mentre vi e' una larga quota, pari al 23,6%, che si connette esclusivamente utilizzando uno smartphone. È da evidenziare in particolare la preferenza del cellulare o degli smartphone rispetto agli altri dispositivi mobili da parte dei giovani. I 14-24enni quando sono fuori casa o fuori dal posto di lavoro, utilizzano in piu' del 74% dei casi il cellulare o smartphone per connettersi alla Rete mentre circa un terzo ricorre al pc portatile. Nel 2017, poco meno di un terzo degli utenti di 14 anni e piu' (32,0% degli internauti, pressappoco 10 milioni 629mila) ha fatto ricorso ai servizi cloud (come dropbox, google drive, ecc.) per salvare documenti, immagini o altri file. Tali servizi sono utilizzati soprattutto dai giovani, in particolare tra i 18-24 anni (45% circa). 

L'aumento di persone in rete però viaggia in maniere asincrona rispetto alla conoscenza e ogni giorno sentiamo parlare di fake news”.

Hanno condizionato le elezioni americane e sicuramente interferiranno con le nostre prossime elezioni politiche.

D'altronde la potenza della diceria è tutt'altro che nuova, e con Internet ha trovato semplicemente un veicolo di portata straordinaria: il rovescio della medaglia di una fonte inesauribile di informazioni è la facilità con cui ormai possiamo trovare conferme al fatto che, ad esempio, quello strano dolorino che sentiamo alla schiena potrebbe essere una misteriosa sindrome esotica, o che un po’ di tosse da raffreddore stagionale in realtà potrebbe sparire con qualche non meglio identificato intruglio fai-da-te.


Già, perché se una cattiva informazione in genere ci rende più ignoranti, quando riguarda la nostra salute i rischi diventano ancora più seri.

La tentazione Google ha colpito chiunque di noi in questi anni. e dobbiamo spaventarci se pensiamo che una stima rivolta ai più giovani, parla di nove milioni di inganni.

Percentuali impressionanti quella per cui  Millennial fanno utodiagnosi medica tramite il web. Il 36,9% dei giovani, tra teenager e trentenni, usa il web in autonomia per informazioni sulla cura di piccoli disturbi.

Oggi il 73,4% degli italiani (nel 2007 erano il 64,1%) è convinto che sia possibile curarsi da soli, in caso di piccoli disturbi; il 16,9% di questi lo ritiene “il modo più rapido”, più saggio invece il 56,5% convinto che l’autodiagnosi (e l’automedicazione) possano essere un valore perché ognuno conosce i propri piccoli disturbi e le risposte più efficaci.

LiveTalk su WebReputation e CyberBullismo

Serata davvero interessante quella organizzata dal Team di Girl Geek Dinners Lazio.
Nel corso dei vari interventi si è parlato di WebReputation e CyberBullismo.



Un modo davvero splendido di coinvolgere Associazioni, professori e specialisti del mondo digitale, quello del Live Talk. 
Un privilegio essere entrati in contatto con Le Girls Geek Dinners (o GGD).

Nascono a Londra nel 2005 da un’idea di Sarah Blow con l’obiettivo di far incontrare donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media, e creare un network per unire tutte le donne intraprendenti e innovatrici.

Girls Geek Dinners Lazio nasce a Roma, nel 2008 e fonda una community che coinvolge tutta la regione Lazio.
La nostra associazione ha l’obiettivo di creare un Team al femminile che faccia comprendere meglio alle giovani donne, i nuovi processi economici legati alle innovazioni tecnologiche e le spinga a ricoprire ruoli di leadership in questo settore.

Troppo spesso, infatti, ancora oggi, la parola ‘donna’ è legata a discriminazione, fragilità e sottomissione. Noi invece vogliamo che si affermi un protagonismo femminile: noi già sappiamo che L’innovazione è donna.

Donne che prendono decisioni, donne che con i loro investimenti hanno un impatto economico determinante e si avviano a costituire la forza trainante dell’economia globale.

Non dobbiamo più pensare e operare come se sopra la nostra testa ci fosse un tetto di cristallo, quella soglia immaginaria, simbolica, trasparente che ancora oggi ci impedisce di arrivare ai vertici e di avere le stesse possibilità di riuscita di un uomo.

Sempre più spesso le donne hanno superato questa soglia creandosi un’azienda tutta per sé.
Le piccole imprese al femminile frantumano i soffitti di vetro, mandano a gambe all’aria le barriere dei generi, creano per le donne le premesse per eccellere.

Il nostro obiettivo non è semplicemente la volontà di affermare un diritto alle pari opportunità tra uomini e donne, ma di pensare una strategia di sviluppo economico che guardi alle differenze come vantaggio per la competitività delle nostre aziende e istituzioni. Il motore della digitalizzazione sono le idee che arrivano da più parti e la diversità di genere, di età, di nazionalità e cultura stimolerà sempre quelle migliori, conseguendo risultati più soddisfacenti per l’economia rispetto all’omogeneità.

Girls Geek Dinners Lazio organizza incontri che raccontano storie di donne che ce l’hanno fatta, che hanno realizzato una loro attività, che sono arrivate ai vertici di un’azienda. Esempi al femminile che possano aiutare le più giovani a comprendere la realtà che hanno di fronte per raccogliere con grinta le nuove sfide e dare la propria impronta al mondo.

Il suo Sfogo per Sconfiggere i Bulli!!!

Keaton un vero esempio su come sconfiggere questi deficienti !!!



#standwithkeaton

13 anni suicida vittima di Bullismo

Pazzia reale. Perdono la figlia che si suicida dopo essere stata vittima di bullismo per anni e finisco sotto attacco di CyberBulli,

I mostri bulli che hanno spinto la tredicenne a impiccarsi ora prendono di mira i suoi PARENTI in lutto con messaggi e immagini incredibilmente folli.
Rosalie Avila, 13 anni, si è suicidata la scorsa settimana dopo essere stata vittima di bullismo per due anni.
Suo padre Freddie Avila l'ha trovata appesa nella sua camera da letto durante la notte. Ora i suoi genitori, Freddie e Charlene, sono vittime di cyber-bullismo sui social media.

Qualcuno ha mandato loro una foto rozza e cinica con un'immagine di Rosalie accanto a una tomba, dicendo "Ehi mamma, seppelliscimi qui",
Rosalie ha scritto un messaggio di scuse alla sua famiglia e ha detto che era "brutta" e "perdente"
Era in terza media alla Mesa View Middle School di Yucapia, in California .
Suo padre, Freddie Avila, ha trovato il suo corpo dopo aver sentito delle urla nella loro casa a Yucapcia, Cailfornia, E da quando Freddie e sua moglie Charlene hanno dovuto salutare la loro figlia, hanno iniziato a ricevere messaggi di bullismo cibernetico odiosi sui social media.

CyberBullismo, WEB Reputation chi più ne più ne metta

CyberBullismo, Web Reputation, Instragram per offendere è il top.... chi più ne ha più ne metta.

Web Reputation e comportamenti rischiosi online. L’esperienza dei giovani lombardi.



Secondo una ricerca effettuata da una delle organizzazioni di beneficenza anti-bullismo più grandi del mondo, Instagram è il social network più adoperato dai ragazzi per scrivere commenti offensivi.

Che ne dicono i vostri ragazzi e voi quanto ne sapete^

Secondo una ricerca che ha coinvolto più di 10mila ragazzi tra i 12 e i 20 anni portata avanti da "Ditch the Label", una delle organizzazioni di beneficenza anti-bullismo più grandi al mondo, Instagram è il social network più usato per diffondere commenti offensivi.

Dallo studio si evince che il 7% dei giovani fruitori di Instagram ha dichiarato di essere stato oggetto di bullismo. Dopo, nell'ordine, ci sono Facebook (6%), Snapchat (5%), e Twitter (2%).
Usare i social network farebbe aumentare l'ansia

La Bbc, emittente televisiva inglese, ha ripreso la ricerca, suggerendo che l'uso dei procurerebbe ai ragazzi ansia: ad esempio, addirittura il 40% degli intervistati ha affermato di star male se non ha ricevuto "mi piace" ai selfie.

Secondo Liam Hackett, direttore esecutivo di "Ditch the Label", Internet non solo sta riformulando l'evoluzione del bullismo, ma sta anche avendo grandi conseguenze su identità, comportamento e personalità degli utenti più giovani. Infatti, per Hackett, i ragazzi, quando sono online, tendono a non mostrare la realtà, ma offrono una versione diversa, "ripulita" e migliorata, di se stessi.

Vogliamo giocare d'anticipo?

Superficialità e Bullismo.

7 minuti per cancellare un messaggio, tutto il giorno per popolare la rete di me stesso !!!

E' un pò che ci occupiamo di questi temi, forse è diventato un progetto più grande di quello che immaginavamo.

Ogni giorno leggiamo, studiamo e ci confrontiamo con maestre, professori e genitori in numero sempre più crescente.

La Rete è oggi sempre di più un contenitore infinito di informazioni e avere la presunzione di trovare sempre quella più dettagliata, più onesta,  più bella è un errore che non vorremmo fare mai.

Di tanto in tanto vi evidenziamo articoli e video che ci raccontano di fatti di cronaca, di suggerimenti e consigli per educare i ragazzi a vivere nel mondo di oggi fatto di selfie  e messaggistica istantanea, di social e di video buffonate.

Tutti felici che finalmente abbiamo 7 minuti per cancellare un messaggio inviato con WA ma non curanti della quantità di info e smorfie personali che lasciamo in giro per la rete ogni giorno.

Grazie ad Halloween abbiamo stabilito nuovi record su Instagram e non ci siamo accorti di chi durante la festa se ne è stato tutto il tempo in disparte. Peggio per lui.

In classe oggi ancora una volta abbiamo preso in giro gli abiti della nostra compagna, scattato delle foto di nascosto e "condiviso". Ma quanto gli abbiamo fatto male?

Se non ci fa male qualcun'altro ci pensiamo da soli e ieri sera su Facebook leggendo in un gruppo bello numeroso (circa 25.000 iscritti) mi sono memorizzato questo post, firmato con nome e cognome.
Una "compagna di Gruppo" così carina ci ha fatto entrare nella sua tazza del bagno della sua nuova casa, chiedendo un consiglio. Immagino che molti di voi la riconosceranno.... la tazza !


Siamo davvero un pò distratti, forse superficiali, ecco perché come spesso facciamo, vi invito a ritagliarvi qualche minuto con i vostri figli o da soli se preferite, per guardarvi il video che vi consiglio di vedere dall'inizio alla fine attivando i sottotitoli in italiano per non perdere una parola, spero che anche a voi venga qualche spunto di riflessione.

Alzati in piedi davanti al Bullo

Facciamo crescere i Referenti CyberBullismo nelle scuole primarie - Il Grido di Paolo Picchio


Si è aperto così il Convegno di oggi alla Bibblioteca nazionale: "la Rete della Rete" tra Cyberbullismo, Sexting, Adescamneto e Challenge.

E' stato davvero emozionante conoscere il papà di Carolina Picchio la prima vittima acclarata del Cyber Bullismo. 3 di notte del 5 gennaio 2013.

A distanza di 4 anni dalla morte (suicidio) della figlia ascoltate il suo grido !!

E' DOVERE dei genitori Educare i propri figli !

A far tornare un po il sorriso è intervenuto Federico Palmaroli (le più belle frasi di OSHO) che ha strappato applaudi e sorrisi ai presenti in sala, evidenziando come la satira usata su internet lo abbia portato alla ribalta quasi acclamato dai suoi bersagli che vanno dal Papa fino al Presidente degli Stati Uniti.
Satira non odio.

L'intervento della Polizia Postale ha ribadito l'impegno sul fronte delle scuole, ancora poco ma fondamentale. Non si devono sottovalutare i piccoli segnali.
La dipendenza di tantissimi giovani dal gioco online (Smartphone) è totalmente inosservato dai genitori, ma genera vere patologie da dipendenza.

Del Revenge Porn e dell'impegno dei principali attori della Rete ha parlato la Responsabile Relazioni Istituzionali Facebook Italia Laura Bononcini.
Affermazioni forti relative all'impossibilità di entrare in tutti i testi e tutti i commenti da parte di FACEBOOK, ma della necessità di segnalare ogni abuso in modo tempestivo.

Davvero coinvolgente l'intervento di Ivano Zoppi di Pepita Onlus sul Sexting in giovanissima età.
L'escalation del "mandami una prova d'amore".
Noi siamo opere d'arte da tutelare non buttiamoci via.

Anche la testimonianza dell'attrice Francesca Chillemi era in quella direzione, di come i Social tengano traccia di tutto ed entrino prepotentemente nella vita di un persona di spettacolo, qualunque sia l'intento o la modalità di comunicazione.

Numerose le testimonianze di scuole romane delle quali ci ha colpito lo slogan "Il Bullo nella bolla" che ha giocato sulla passione di tutti i bambini per le bolle di sapone nelle quali racchiudere i bulli per farli volar via.

Impatto meraviglioso l'intervento del Convitto dei Sordi di Roma che con il loro linguaggio hanno saputo emozionare tutti i presenti grazie alla capacità di sintesi.

La protagonista assoluta è stata lei, l'organizzatrice Maura Manca, Direttore Responsabile di AdoleScienza che con il suo intervento ci ha ribadito come oggi sia un errore assurdo considerare il mondo e il modo con cui vivono i giovani virtuale.
Questa è la loro realtà. Noi dobbiamo essere bravi ad emozionare ed emozionarci, fuori dal pudore che ci imponeva da piccoli di non piangere davanti agli altri.

Vi saluto con il video di Cervelli Ribelli "l'identità del bullo"e ancora un grazie agli organizzatori del Convegno.

Identità digitale nella Rete della rete





Molti di noi si attendono di trovare alcune risposte alle domande più frequenti sui rischi del web, sabato 21 ottobre 2017 a Roma, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dalle ore 9 alle ore 13, nell’ambito del Convegno “Nella rete della rete” organizzato dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza in cui si confronteranno i massimi esperti sul territorio nazionale sulla sicurezza e privacy.

Oggi non si debbono più cercare profili di rischio particolari, sono adolescenti “normali” i cyberbulli di oggi, quelli che non capiscono cosa ci sia di male a comportarsi in un determinato modo, rinforzati da un pubblico di “condivisori” e di “commentatori” più violenti di chi aggredisce.

Dai dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza la preoccupazione più crescente è legata all’Hate Speech o “commenti e discorsi di odio”, anche tra i più piccoli.

Il 78% , ossia 8 adolescenti su 10 ha già almeno un profilo proprio sui social network approvato dai genitori, altri hanno un profilo fantasma di cui il padre e la madre non sono a conoscenza. I ragazzi crescano sempre più allo sbaraglio in rete e questo porta ad un incremento degli episodi di cyberbullismo soprattutto tra i bambini e i pre-adolescenti, mentre il bullismo sessuale è un problema sempre più diffuso a partire dagli 11 anni di età.

Ogni giorno nascono nuove funzioni e nuove modalità di utilizzo che attirano sempre più bambini, adolescenti e adulti ad usufruire sistematicamente dei servizi di internet. Certo non è una app a scatenare il problema o trasformare un ragazzino in un cyberbullo ma, se, oltre 2 adolescenti su 10 dichiarano di scrivere intenzionalmente dei commenti negativi nei confronti di un’altra persona e di indirizzare messaggi di odio verso altri, ovviamente coperti dalle distanze di sicurezza della rete, forse noi genitori dobbiamo fermarci, riflettere, imparare e intervenire.

Durante l’evento interverranno tra gli altri :
·        Safer Internet Centre del MIUR con il progetto Generazioni Connesse;
·        Maura Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza e autrice del libro Generazione Hashtag;
·        Luca Bernardo, direttore del Centro anti-bullismo del Fatebenefratelli di Milano; Marco Valerio Cervellini della Polizia Postale e delle Comunicazioni;
·        la Questura di Roma con il progetto Scuole Sicure;
·        Laura Bononcini responsabile di Facebook Italia, Grecia e Malta;

Infine, verrà presentato l’innovativo progetto del Cyber Coaching proposto dal CNAC, Centro Nazionale Anti-Cyberbullismo per garantire a tutti la possibilità di conoscere il web, scoprire le sue diverse sfumature e contribuire alla formazione di ragazzi, genitori e corpo docente nei luoghi a loro più familiari (scuole, luoghi di lavoro, social ecc), con la collaborazione di cyber esperti da un punto di vista psicologico e della sicurezza in rete, attraverso uno specifico canale YouTube, pagine web e social network e il sito del CNAC.


Cyberbullismo, progetto Generazioni connesse, c’è tempo fino al 30 novembre 2017

E’ aperta la terza e ultima finestra di iscrizione alla terza edizione del progetto “Generazioni Connesse – Safer Internet Centre ITALY III”, che promuove attività di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi online, rivolta a tutti gli istituti che non hanno ancora aderito al Progetto.

Nella terza finestra di iscrizione (la prima ha riguardato il periodo ottobre-novembre 2016, la seconda marzo-luglio 2017), le scuole che non hanno ancora aderito saranno invitate a riflettere sul loro
approccio alle problematiche legate alla sicurezza online e ad un uso positivo delle tecnologie digitali nella didattica, identificando i punti di forza e debolezza, nonché gli ambiti di miglioramento e le misure da adottare per raggiungere tale miglioramento.

L’obiettivo del processo è quello di fare in modo che ogni Istituto scolastico possa dotarsi di una Policy interna che includa:


  • In mezzo alla notizia
  • Adozione di misure di prevenzione e di gestione di situazioni problematiche relative all’uso di internet e delle tecnologie digitali;
  • Assunzione di misure atte a facilitare e promuovere l’utilizzo delle tecnologie nella didattica.
Il percorso è rivolto alle classi quarta e quinta della scuola primaria e a tutte le classi della scuola secondaria di primo grado.
Per partecipare al progetto sarà sufficiente collegarsi al sito web www.generazioniconnesse.it e accedere nell’apposita sezione dove si avranno a disposizione tutte le informazioni utili per la registrazione e l’avvio del percorso.

La compilazione del questionario e dei documenti correlati (check list e piano d’azione) dovrà avvenire entro il 30 novembre 2017.


http://www.generazioniconnesse.it/site/it/il-progetto/

Referente Anti Bullismo Scuola Primaria - No ai BULLI !!!


Abbiamo iniziato gli incontri con i referenti sul Bullismo e Cyberbullismo di alcune scuole romane.
Felici di dirvi che c'è molta attività in questa direzione e presto vi aggiorneremo sugli eventi e sulle iniziative che metteremo in piedi.
Informati presso la tua scuola se esiste la figura e quali le attività in agenda. 


da 

#cuoriconnessi

CHI SONO I CYBERBULLI
La maggior parte di noi ha incrociato un bullo nel corso della propria vita. Può essere sia di sesso maschile che di sesso femminile, spesso di giovanissima età. Il bullo sceglie una vittima non di rado fra i propri conoscenti e la importuna sistematicamente e continuativamente nel tempo. Può agire da solo o, ancora più spesso, farsi appoggiare da altri bulli.

Ma un bullo è facile da riconoscere quando lo incontri per strada, faccia a faccia. Un cyberbullo no. Può essere chiunque, di qualunque sesso o età. Può essere la vicina di casa, il compagno di scuola, perfino l’amica del cuore.

Bullo e cyberbullo: cosa li distingue?
Il cyberbullo è violento quanto un bullo tradizionale, ma con alcune importanti differenze: innanzitutto, può condividere informazioni oltraggiose ovunque e in qualsiasi momento, rendendo ancora più difficile difendersi. Questo perché può agire nell'anonimato attraverso telefono e pc, siti web, social network, che rendono la vittima sempre raggiungibile.
Inoltre, secondo alcuni studi le relazioni aggressive che si sviluppano attraverso internet provocano un distanziamento forte fra aggressore e vittima: quando le conseguenze di azioni violente risultano fisicamente lontane e non immediatamente visibili, è più facile disattivare i controlli interni e ignorare il senso di colpa (Bandura et al., 1996).

Perché ragazzi e ragazze diventano cyberbulli?
Gli adolescenti maschi commettono atti di violenza online quando si vendicano di torti subiti, quando desiderano percepirsi potenti e compensare l’autorevolezza che sentono di non avere nella vita offline, quando si annoiano e vogliono “divertirsi”.
Anche le ragazze scelgono la strada dell’insulto online per combattere la noia, oppure per richiedere attenzione e raggiungere uno status importante nel loro gruppo di riferimento, per restare in contatto con il proprio entourage o farsi accettare all'interno di un gruppo che ammirano, o ancora per gelosia e rivalsa.


Il ruolo di smartphone e altri dispositivi

Il cyberbullo conta spesso sul sostegno di un gruppo e sulla particolare sensibilità di una vittima adolescente: il percorso di crescita è infatti accompagnato da bisogno di ammirazione e dal timore di essere esclusi. L’utilizzo di nuovi strumenti e media di comunicazione amplifica quindi la sensazione di vulnerabilità ed esposizione sofferta dalla vittima.
Un’altra importante caratteristica dei dispositivi come smartphone e pc è la loro apparente innocenza. Spesso, il cyberbullo non si rende nemmeno conto pienamente di ciò che sta facendo: è semplicemente convinto di prendere in giro quella che è invece una vera e propria vittima.
Ma la linea che separa vita off e on line è sempre più sottile: i danni subiti dalla tua identità virtuale si ripercuotono sulla tua vita quotidiana, fino a tradursi talvolta in ansia, nei casi più estremi perfino in depressione e tendenze suicide.

È quindi estremamente importante non sottovalutare nessun episodio: prendere sotto gamba il fenomeno ed etichettarlo come una “ragazzata” è il primo, gravissimo errore che si può commettere. Il cyberbullismo ha sempre delle conseguenze, per tutti: per la vittima, per il bullo, per i loro cari e per chi eventualmente assiste agli episodi (i cosiddetti bystander).


#cuoriconnessi

CyberBulli al tappeto

Un manuale da regalare a tuo figlio. Lettura adatta per bambini dai 10 anni.


Il pianeta WWW è immenso e pieno di sorprese. Con i suoi social network, i videogiochi e le app è il posto perfetto per divertirsi, scoprire cose nuove e restare in contatto con gli amici, anche quelli più lontani!

La rete, però, è anche un mondo pericoloso popolato da troll, fake, hater e stalker. In una parola, cyberbulli. Sono loro il "lato oscuro" della vita digitale: si nascondono dietro a uno schermo e da lì attaccano con armi micidiali, facili e immediate come un click.

Per affrontarli ci vuole un allenamento speciale o, meglio, un manuale per riconoscerli, combatterli e metterli al tappeto.

Un manuale leggero, da tenere in tasca o nello zainetto, veloce da leggere e pieno di piccoli trucchi. Insomma, un manuale come questo. Età di lettura: da 10 anni.

A quale età il cellulare ?

La prima Comunione da qualche anno è lo spartiacque. Arriva tra i regali dei nostri figli come i gloriosi orologi Casio con il cronometro che per la Generazione anni '70.

Siamo sempre più convinti grazie all'osservatorio che ci forniscono le scuole Elementari che il problema non è l'eta n cui si consegna uno smartphone ai bambini, m ala consapevolezza che noi genitori abbiamo di quello che possono fare.

Vi riportiamo un'intervista che offre spunti di riflessione e riconduce al tema sempre attualissimo del CyberBullismo.

Bellissimo il Video che vi proponiamo sempre nell'ottica di condividere con i vostri figli con un approccio educativo diretto e reale.

‘Lo smartphone? È come l’automobile: non si può usare a qualsiasi età’: parola di psicologa
Anna Oliverio Ferraris.

“Molti genitori regalano il cellulare già alle elementari, ma è troppo presto. Non andrebbe dato prima dei 16 anni. Il cervello dei bambini è davvero troppo immaturo per gestire una tecnologia tanto complessa. Così come non si dà un’automobile prima dei 18 anni, con lo stesso principio bisognerebbe gestire il cellulare”.
L’intervista prende le mosse dal “nuovo bullismo” quello che si diffonde su internet attraverso l’uso di cellulare e computer e che, secondo la psicologa, che ha scritto il libro “Piccoli bulli e cyberbulli crescono” (Bur), è più pericoloso.
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Minacce e pestaggi dentro e fuori dalle scuole. Violenze fisiche e psicologiche protratte per mesi o anni. E, sempre più spesso, persecuzioni “virtuali” con conseguenze tragicamente reali. Nelle sue molteplici forme, il bullismo è una delle costanti preoccupazioni di genitori e insegnanti, alla ricerca di soluzioni per un fenomeno che continua ad avere un impatto devastante sulla crescita di molti ragazzi e ragazze. Da sempre attenta e sensibile studiosa del tema, in questo libro – appositamente rivisto e aggiornato con un nuovo capitolo dedicato al cyberbullismo – Anna Oliverio Ferraris esamina il bullismo giovanile in tutti i suoi aspetti: origini e cause delle violenze, dinamiche individuali e di gruppo, reazioni e sentimenti di aggressori e vittime, pericoli e trappole on line, interventi e misure di prevenzione. Spiegando come interpretare i messaggi nascosti dietro i comportamenti dei nostri figli, Oliverio Ferraris ci aiuta ad affrontare i casi di violenza e aggressività in cui bambini e adolescenti possono trovarsi coinvolti. Per capire e trovare soluzioni, per imparare a farsi ascoltare e intervenire nel modo più efficace.
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Il bullo con cui entravamo in contatto noi era di solito il prepotente della classe. Ma era facilmente identificabile e isolabile da insegnanti e genitori. E i compagni, se anche non intervenivano in difesa della vittima, perlopiù nemmeno appoggiavano le azioni del bullo.

Per i nostri figli non è più così. Le nuove tecnologie hanno ridefinito anche il comportamento dei ragazzi dando vita a un nuovo fenomeno, il cyberbullismo.

La differenza è che il nuovo bullo è meno identificabile. E che le sue azioni denigratorie sui social vengono condivise (e quindi sostanzialmente appoggiate) dagli altri compagni, amplificandone notevolmente la violenza.

Nel scorso della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo a scuola, Safer Internet Day, organizzata dal MIUR in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, sono emersi aspetti inquietanti da non sottovalutare.

 “Calunnie, insulti, video, possono diffondersi in tempi brevi e raggiungere centinaia di persone” spiega l’esperta.

“L’uso del computer o del cellulare hanno un effetto disinibitorio: si dicono cose che in faccia non si direbbero mai. Per questo è diventato più facile attaccare. Così anche i repressi, che non sarebbero mai stati bulli, tirano fuori l’aggressività e diventano cyberbulli.

E’ come chi guida un aereo bombardiere e bombarda una città, non è come sparare in faccia a uomini, donne e bambini; ma l’effetto non è meno grave, anzi maggiore.
Ad aggravare la situazione è la massa che condivide. Ad esempio è capitato che durante una scazzottata tra due ragazzi, gli altri compagni, anziché intervenire, riprendessero la scena per metterla sui social e avere tanti like.

Ecco i consigli per i genitori:

  • Insegnare ai ragazzi a mettersi nei panni della vittima, in modo che non condividano un contenuto denigratorio, ma lo blocchino.
  • I ragazzi devono imparare a non diffondere immagini e video pericolose per gli altri, ma anche per se stessi. 
  • Spiegate ai figli che divulgare immagini lesive o private di una persona senza il suo consenso è contro la legge e poi sono i genitori a dover rispondere alla polizia postale.
  • Insegnare ai ragazzi a non vendicarsi, a tenere a freno le proprie emozioni e insegnare a dialogare con chi offende, a parlare con gli altri. E’ solo attraverso il dialogo che si possono smorzare sentimenti negativi come la rabbia e la vergogna, che sono alla base dell’odio.
  • E soprattutto non aver fretta di dare un cellulare in mano a un bambino.

Bisogna resistere almeno fino a 16 anni, se aspettare così tanto è troppo difficile, almeno darglielo non prima delle medie impostando però delle regole: si può usare solo in determinati momenti della giornata e i contenuti vanno condivisi col genitore; ad esempio si può dire: “te lo do, ma lo guardiamo assieme”.



Al bullo mi ribello

 Non è facile spiegare il bullismo ai nostri figli e in questo libro c'è un approccio che aiuta anche i più piccoli a comprendere o quanto meno avvicinasi al fenomeno senza trascurare nessun segnale. Buona lettura

#nonstiamozitti